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Medicina di Precisione e Nuove Sfide della Ricerca Biomedica: L’Introduzione Scientifica al Convegno HEAL Italia

Medicina di Precisione e Nuove Sfide della Ricerca Biomedica: L’Introduzione Scientifica al Convegno HEAL Italia
Prof.ssa Luisa Minghetti

Prof.ssa Luisa Minghetti

Direttore, Servizio Tecnico Scientifico Coordinamento e promozione della ricerca, Istituto Superiore di Sanità – Coordinatore Rete Biobanche Progetto HEAL ITALIA
Durante l'evento HEAL ITALIA Medicina di Precisione: Nuove Strategie di Prevenzione, tenutosi sabato 27 settembre 2025 ad Ancona per presentare i risultati in itinere dello Spoke 7 del Progetto HEAL ITALIA, la Prof.ssa Luisa Minghetti ha tenuto l'introduzione scientifica della giornata. Nel suo intervento ha sottolineato l'importanza della collaborazione multidisciplinare tra biologi e medici, il ruolo cruciale delle nuove tecnologie nella trasformazione della medicina e la necessità di regole chiare per governare l'innovazione nella ricerca biomedica, tracciando le coordinate concettuali dell'intera giornata congressuale.

Durante l’evento HEAL ITALIA Medicina di Precisione: Nuove Strategie di Prevenzione, tenutosi sabato 27 settembre 2025 ad Ancona per presentare i risultati in itinere dello Spoke 7 del Progetto HEAL ITALIA, la Prof.ssa Luisa Minghetti ha tenuto l’introduzione scientifica della giornata. Nel suo intervento ha sottolineato l’importanza della collaborazione multidisciplinare tra biologi e medici, il ruolo cruciale delle nuove tecnologie nella trasformazione della medicina e la necessità di regole chiare per governare l’innovazione nella ricerca biomedica, tracciando le coordinate concettuali dell’intera giornata congressuale.

La medicina di precisione come sfida multidisciplinare

La Prof.ssa Luisa Minghetti ha aperto i lavori del convegno con una riflessione sulla natura collaborativa della ricerca in medicina di precisione. Rispondendo alla presentazione introduttiva, ha voluto subito chiarire il proprio ruolo e la propria prospettiva: “Gianluca mi fa sempre delle presentazioni che mi mettono in imbarazzo e non sono una persona importante per la sanità, diciamo che ho cercato di, ho fatto ricerca per tantissimi anni e poi a un certo punto in istituto mi è stata data questa delega alla ricerca, quindi diciamo che sto cercando di contribuire alla ricerca in ambito della salute”.

Con questa premessa di umiltà, tipica di chi lavora con rigore scientifico, Minghetti ha sottolineato come il suo obiettivo sia contribuire alla ricerca nell’ambito del proprio istituto, senza pretese di rivoluzionare l’intera sanità: “Spero di aver dato un contributo almeno alla realtà del mio istituto, non mi aspetto di andare e di allargare i confini da tutta la sanità. Assolutamente.”

I tre pilastri fondamentali: professionalità, regole e tecnologie

Dopo aver ringraziato il professor Gianluca Moroncini per l’organizzazione dell’evento e le autorità presenti, Minghetti ha identificato tre temi fondamentali emersi dagli interventi istituzionali, che rappresentano altrettante sfide per il futuro della medicina di precisione.

Il primo tema riguarda la collaborazione tra biologi e medici. La professoressa ha evidenziato come il tavolo dei relatori rappresentasse un esempio concreto di questa sinergia: “Parto dal connubio tra i biologi e i medici. Siamo questo tavolo è un esempio. Io sono biologa e lui è medico e abbiamo lavorato benissimo insieme.” Questa collaborazione interdisciplinare non è solo auspicabile, ma necessaria per affrontare la complessità della medicina contemporanea.

Il secondo tema fondamentale sono le nuove professionalità. Come sottolineato dalla relatrice, si tratta di “un argomento assolutamente fondamentale” per lo sviluppo futuro del settore sanitario. La medicina di precisione richiede infatti competenze sempre più specializzate e al tempo stesso trasversali, capaci di integrare conoscenze provenienti da discipline diverse.

Il terzo aspetto riguarda le regole, un tema a cui l’Istituto Superiore di Sanità è “estremamente sensibile”. La necessità di un quadro normativo chiaro e aggiornato è essenziale per garantire che l’innovazione tecnologica proceda in modo sicuro ed eticamente corretto.

Le tecnologie: opportunità da governare

Particolare enfasi è stata posta sul tema delle tecnologie emergenti. Minghetti ha espresso con chiarezza una posizione equilibrata che riconosce il potenziale innovativo senza cadere nell’entusiasmo acritico: “Le tecnologie ci stanno sopravanzando. Noi abbiamo assolutamente bisogno di usarle e sono strumenti, non devono prendere il sopravvento, abbiamo bisogno di indicazioni chiare e perché queste sono tecnologie che possono veramente cambiare l’approccio nella medicina, ma dobbiamo governarle e abbiamo bisogno di indicazioni precise.”

Questa affermazione racchiude un principio fondamentale: le tecnologie devono rimanere strumenti al servizio della medicina e non diventare fini a se stesse. La capacità di “governarle” richiede non solo competenze tecniche, ma anche un framework regolatorio adeguato e una riflessione etica costante.

La sfida del progetto HEAL Italia: risultati in tempi ristretti

Parlando dell’esperienza nella realizzazione del progetto, la Prof.ssa Minghetti ha descritto la scrittura dello spoke come “una bella esperienza”, sottolineando però anche le difficoltà incontrate. Il sottoprogetto presentato fa parte di un grande progetto che coinvolge un numero elevatissimo di ricercatori, e come ha spiegato la relatrice, rappresentava una sfida particolare: “Tra tutti gli spoke era quello che doveva mettere insieme diversi approcci e in un arco di tempo di 3 anni o anche meno cercare di dare qualche risultato.”

La complessità aumenta quando si parla di prevenzione, un ambito dove i tempi della ricerca sono naturalmente più dilatati: “Quando si parla di prevenzione i tempi si dilatano, è molto difficile in 3 anni riuscire a identificare profili o marcatori che poi già siano validati e possano essere presentati come risultati da applicare nelle strategie di prevenzione.”

Questa osservazione tocca un punto critico della ricerca biomedica contemporanea: la tensione tra la necessità di produrre risultati in tempi relativamente brevi (imposti dai finanziamenti e dai programmi di ricerca) e i tempi naturali della validazione scientifica, particolarmente lunghi quando si tratta di prevenzione e medicina predittiva.

L’impegno dei gruppi di ricerca e la selezione dei risultati

Nonostante queste difficoltà oggettive, Minghetti ha voluto sottolineare l’impegno profuso dai gruppi di ricerca coinvolti: “Però ce l’abbiamo messa tutta, abbiamo coinvolto dei gruppi eccellenti, oggi avremo un assaggio dei risultati che sono stati ottenuti.”

Ha poi spiegato che la selezione dei risultati da presentare durante il convegno è stata fatta “in maniera molto oculata” dal professor Moroncini, con l’obiettivo di mostrare “dei risultati rappresentativi di tutto lo spoke”. Questa scelta metodologica riflette l’ampiezza del progetto e la necessità di offrire una panoramica che, pur non essendo esaustiva, fosse significativa dell’intero lavoro svolto.

Una visione strategica per la ricerca biomedica

L’intervento della Prof.ssa Minghetti ha tracciato le coordinate concettuali dell’intera giornata congressuale, mettendo in evidenza come la medicina di precisione non sia solo una questione di tecnologie avanzate, ma richieda una collaborazione interdisciplinare effettiva tra diverse figure professionali, in particolare tra biologi e medici; lo sviluppo di nuove professionalità capaci di operare in questo contesto complesso e in rapida evoluzione; un quadro regolatorio chiaro che permetta di governare l’innovazione tecnologica mantenendola al servizio della salute pubblica; la capacità di gestire tecnologie emergenti che hanno il potenziale di trasformare radicalmente l’approccio alla medicina, ma che devono essere integrate in modo consapevole e controllato; una visione realistica dei tempi necessari per la ricerca in ambito preventivo, che non può essere forzata oltre certi limiti senza compromettere la qualità e la validazione dei risultati.

L’introduzione ha quindi preparato il terreno per le presentazioni successive, offrendo una cornice interpretativa che ha permesso di comprendere il valore e la portata dei singoli progetti di ricerca presentati durante la giornata.

Prof.ssa Luisa Minghetti

Prof.ssa Luisa Minghetti

Direttore, Servizio Tecnico Scientifico Coordinamento e promozione della ricerca, Istituto Superiore di Sanità – Coordinatore Rete Biobanche Progetto HEAL ITALIA

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